John Connolly 

LE SORELLE STRANGE

Una novella di Charlie Parker in esclusiva per il web

Traduzione: Stefano Bortolussi

 

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Stava calando il buio, ed Eleanor Towle accese una lampada sul tavolo della cucina. L'antiquato sistema di riscaldamento si era acceso con un brontolio, gorgogliando e sibilando, e sembrava che l'intera casa soffrisse di indigestione. Sentii vibrare il telefono in tasca, ma non lo controllai. Chiunque mi stesse cercando, poteva aspettare.
    "Dunque i simboli sulla moneta erano insoliti," ricapitolai. "Le davano un valore di rarità?"
    Eleanor posò il mento sulle mani giunte.
    "Certo che ne fa, di domande."
    "Sono venuto per questo."
    "Non mi pare giusto. Lei chiede, io rispondo. È come un interrogatorio."
    "Ms. Towle, non credo mi stia dicendo niente che non voglia dirmi."
    "E perché, secondo lei?"
    "Perché è preoccupata."
    "Per cosa?"
    "Per sé stessa," dissi, "e probabilmente anche per suo fratello. A causa di ciò che Egon ha fatto non può avvertire la polizia, e non penso che le sarebbe mai venuto in mente di rivolgersi a un investigatore privato, perché cos'altro potrebbe indagare a parte il crimine di suo fratello? Con me ha deciso di correre un rischio, valutando che potrei esserle più di aiuto che di ostacolo, ma ogni volta che le faccio una domanda vedo che prima di rispondere lascia sempre passare un secondo o due di riflessione."
    "Perché sto riponendo un bel po' di fiducia in lei."
    "E ne sta trattenendo in pari quantità."
    "Lei è molto cinico. È sposato?"
    "No."
    "Mi sorprende. Pensavo che solo le persone sposate fossero tanto ciniche nei riguardi del sesso opposto. Lo è stato in passato?"
    "Sì."
    "E cosa è successo?"
    "Lei è morta."
    "Mi dispiace. Ha figli?"
    "Una."
    Due, ma non la riguardava.
    "Una femmina?"
    "Sì. Ma mi stava dicendo della moneta."
    "Giusto, la moneta." Eleanor alzò la testa, poi si passò il pollice della mano sinistra sul palmo della destra. "L'ho tenuta in mano, sa? Ma non per molto. Non mi è piaciuto."
    "Come mai?"
    Sollevò la destra, mostrandomi il palmo. Anche alla luce fioca della lampada potei distinguere le minuscole vesciche bianche sulla pelle.
    "Non riesco a sbarazzarmene," disse, "e prudono da morire. Temo che dovrò farmi vedere da un dottore, ma cosa potrò dirgli: che ho tenuto in mano una vecchia moneta per un paio di secondi prima di lasciarla cadere? Che in quei secondi ho visto qualcosa, qualcosa che somigliava all'immagine sulla moneta, e che in seguito la mano mi si è coperta di vesciche? Che continuo a sognare di infezioni e malattie, di pustole che scoppiano e vermi bianchi che emergono dalle piaghe?"
    Richiuse la mano e la posò in grembo.
    "Che cos'è quella moneta, Ms. Towle? Perché è così importante?" domandai.
    "In origine potrebbe non essere stata una moneta," rispose. "Egon pensa che a un certo punto potesse aver avuto una forma diversa – forse quella di una piccola effigie – per poi essere trasformata in una moneta di potin. In realtà non ha importanza. La forma può cambiare, ma la sua natura resta sempre uguale. È tanto il male quanto il rimedio. È tossina e al tempo stesso antitossina. Non è la moneta ad avere importanza, quanto quello che dovrebbe comprare."
    "Vale a dire?"
    "La vita," disse Eleanor. "Un'estensione dell'esistenza. Perché quella moneta allontana la morte."
    "La vita eterna?"
    "Sembra scettico."
    "Non dovrei esserlo?"
    "Assolutamente. Niente è eterno. Dio stesso scomparirà quando non sarà rimasto più nessuno a invocarlo. Chiamiamola una vita più lunga, allora: di anni, di decenni. Per alcuni sarebbe più che sufficiente. Conosco persone che venderebbero l'anima al diavolo per avere un giorno in più." Esitò. "Mia madre non l'avrebbe mai fatto, ma io avrei venduto la mia per ottenere solo un altro giorno insieme a lei." 
    Teneva gli occhi fissi sul tavolo, come se stesse scrutando le acque scure e immobili di una pozza scura per calcolare le profondità del proprio rimpianto.
    "Sento un 'ma' in arrivo," dissi.
    "C'è sempre un 'ma', non trova? Credevo che a questo punto della mia vita sarei stata sposata, ma non lo sono. Speravo di diventare madre, ma non è successo. Avrei voluto che mia madre vivesse di più, ma lei è morta. La vita viene scritta dopo i 'ma'. Tutto il resto è solo quello che sarebbe potuto accadere."
    Si passò le dita sugli occhi, malgrado l'avessero tradita in modo quasi impercettibile. 
    "Che stupida," riprese. "Raum Buker si presenta a casa mia e io ci finisco a letto. Lei bussa alla mia porta e io le spiattello tutto. Maledetti uomini. Sto meglio da sola."
    Non avevo intenzione di contestarla, e probabilmente qualsiasi sondaggio tra la popolazione femminile avrebbe espresso adesione alle sue idee. In generale gli uomini facevano cattiva pubblicità al loro sesso, ma Raum Buker più di molti altri.
    "La moneta ha un valore intrinseco," proseguì Eleanor. "O almeno così dice Egon, poiché questo è il mito che la circonda. Ti infetta, ma al tempo stesso tiene alla larga le conseguenze dell'infezione. Ti corrompe, ma finché la possiedi resterai in vita. Se la perdi, però, cominciano i guai. Parte il conto alla rovescia, e la contaminazione inizia a farsi sentire. Nel frattempo la moneta infetta qualcun altro, in modo che qualunque cosa sia a dimorare in quel pezzo di metallo possa trovare un altro organismo ospite. Se la moneta non viene raccolta da nessuno la presenza al suo interno resta dormiente, in attesa di essere riscoperta.
    "Per questo Raum e mio fratello hanno preso di mira Kepler: perché anche se è tutto un mito o un mucchio di panzane, esistono comunque individui disposti a pagare cifre enormi per quella moneta a causa della sua storia. Oh, non mi fraintenda: Egon e Raum gli hanno rubato anche altri esemplari, e alcuni li hanno già rivenduti, ma quel pezzo di potin è il vero tesoro. Il problema è che finché Kepler lo sta ancora cercando nessuno lo vuole. In fondo, chi è disposto a morire per una moneta?"
    Picchiettò un dito sul tavolo, e la luce della lampada catturò la scintilla nel suo sguardo.
    "Ma non appena Kepler avrà esalato il suo ultimo respiro," concluse, "avrà inizio l'asta."